La reale Tenuta di Torcino, in quel di Venafro, venne acquistata da Carlo III… Si penetra nella Tenuta per un sontuoso ponte, chiamato ponte reale, eretto dal cennato Re… Il bosco abbonda di cinghiali della più bella specie, di caprii, lepri, volpi, lupi; nonché di molti volatili…Il caprio di Torcino è della più bella razza e la carne è squisitissima…I cinghiali di Torcino sono della più bella razza che forse sia in Italia. Di pelo grigio; di grosse sanne; di istinto feroce…Il lupo è comunissimo in Torcino, specialmente nel verno. Si nasconde in preferenza nel più forte Selvone.

….Di notte, però, non si astiene di recarsi urlando sin sotto le finestre delle guardie al casino Torcino.…In una delle notti in cui S.A.R. il Principe Umberto si trovava a Torcino per le caccie, tutti gli invitai furono desti da questa musica importuna. Erano tre lupi che si erano avvicinati troppo all’abitato. Pagarono il fio della loro tracotanza, perché vennero uccisi nelle battute del giorno dopo….Il bosco di Torcino è talmente folto e selvaggio che la banda del famoso brigante Fuoco vi ebbe stanza per molti anni senza potervi essere sorpresa.

Molte caccie vi furono fatte negli scorsi tempi da diversi sovrani, da Carlo III da, da Ferdinando IV, da Gioacchino Murat, da Francesco I, da Ferdinando II. Anche il nostro prode Re Vittorio Emanuele nel dì 7 novembre 1860, dopo la battaglia del Garigliano, onorava la sua presenza nel bosco, ove si divertì alla caccia per più ore. Rimase sì fattamente impressionato da questa Riserva , che mostrò desiderio di averla. S.A.R. il Principe Umberto vi venne più volte nel 1870 e nel 1871.”

Così iniziava una lunga descrizione della Tenuta Torcino nel lontano 1871 e tale viene riportata per intero, in quanto, anche oggi, essa rappresenta una pennellata di rara maestria descrittiva.

Al di la di questa descrizione la Tenuta è pregna di riferimenti storici come la Torre di guardia S. Lucia, il muro di cinta borbonico posto sulla cima della montagna, la sorgente costruita anch’essa in epoca borbonica.

dipinto1dipinto2Infine i meravigliosi dipinti del maestro Jacob Phillip Hackert che la raffigurarono più volte e di cui riportiamo le foto in questa pagina. Il primo questo in alto, “Caccia la cinghiale a Venafro” del 1786, che si trova alla reggia di Caserta, raffigura il ponte reale attraverso il quale si giunge a Torcino e da cui i cacciatori sparavano alle prede intrappolate dalle reti; il secondo invece che potete vedere più in alto e presumibilmente fu dipinto nello stesso anno, raffigura il fiume Volturno visto da una delle alture della Tenuta. Potete cliccare sui dipinti per ottenere un immagine ingrandita.

Lunedì, 19 Marzo 2012

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